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Le ghirlande

Natale, l’ultimo periodo dell’anno, quello in cui siamo tutti più buoni, la neve scende copiosa e ci si scambiano i regali. Perché non adornare questo magico periodo con qualche ghirlanda?

La collezione delle ghirlande

Questa serie di opere in cui le ghirlande la fanno da padrone è stata realizzata da Arcthurus per la collezione natalizia del negozio di cornici Images.

Ghirlanda

La più semplice delle opere della collezione di appartenenza, questa illustrazione si concentra sulla ghirlanda nella sua essenzialità: gli elementi che costituiscono la decorazione vegetale diventano i protagonisti indiscussi dell’elaborato, spiccando sullo sfondo rosso. L’accostamento dei colori richiama la palette predominante in questo periodo dell’anno – il verde, il rosso, l’oro – per enfatizzare il collegamento della ghirlanda con le festività.

ghirlanda

Crediti artistici

Autrice:

Arcthurus

Software:

Clip Studio Paint

Tecnica:

Illustrazione piatta

Ghirlanda con pettirosso

In questa illustrazione piatta, il focus si sposta dalla ghirlanda ad un piccolo abitante del bosco che si può vedere nelle uggiose giornate invernali: il pettirosso, uccellino che si avvicina ai centri urbani principalmente durante la stagione fredda in cerca di cibo.

In particolare, l’ispirazione per quest’opera è giunta ad Arcthurus per via di tutti i pettirossi che accorrevano nei pressi della sua casa una volta sbattuta fuori la tovaglia dopo pranzo: uccellini così piccoli eppure così agguerriti, che vivevano lontani dagli umani nella stagione calda ma si avvicinavano alle città in cerca di cibo durante l’inverno. Questo ha fatto sì che Arcthurus associasse questi uccellini alla stagione fredda e dunque dedicasse loro un posto speciale nella collezione delle illustrazioni dedicate al periodo festivo.

pettirosso

Crediti artistici

Autrice:

Arcthurus

Software:

Clip Studio Paint

Tecnica:

Illustrazione piatta

Ghirlanda con pinguino

pinguino

Un altro animale legato al freddo ed alla neve è il pinguino. Non esattamente un richiamo al natale, questo buffo abitante dell’Antartide – al contrario di Babbo Natale che abita al Polo Nord – è stato scelto come protagonista dell’opera un po’ per la sua tenerezza, un po’ per il succitato richiamo al freddo e alla neve e un po’ perché è un uccello anche lui come il pettirosso.

Come mai questo pinguino è così strano? Di solito i pinguini non sono neri col panciottino bianco?

La risposta è semplice: questo pinguino è grigio per mimetizzarsi meglio nella neve, dato che è un pullo.

Crediti artistici

Autrice:

Arcthurus

Software:

Clip Studio Paint

Tecnica:

Illustrazione piatta

La storia della ghirlande

Dopo l’albero, la ghirlanda è la decorazione vegetale più riconoscibile delle feste di fine anno, nonché una delle più amate in tutto il mondo.

Fatte principalmente di elementi vegetali, quali rami di pino o abete, vischio, pungitopo e bacche, le ghirlande sono conosciute ed utilizzate dall’essere umano da millenni, con diversi significati e per diversi scopi. La sua forma circolare, senza inizio né fine, simboleggia eternità, unità e rinascita, valori profondamente legati al periodo decembrino fin dagli antichi Egizi: tutte le popolazioni pre-cristiane, infatti, festeggiavano in questo periodo la festa della rinascita del sole, in concomitanza con il solstizio d’inverno dopo il quale le giornate smettevano di accorciarsi e iniziavano ad allungarsi.

Il solstizio d'inverno

Sono state molte le culture che nel corso della storia hanno celebrato festività legate alla rinascita in rossimità del solstizio d'inverno: già da prima del cristianesimo col Natale, i romani festeggiavano il Sol Invictus (sole imbattuto), i Celti Yule e gli Inca Inti Raymi (nonostante fosse festeggiato a giugno, essendo gli Inca nell’emisfero australe); ancora oggi in Iran si festeggia la notte di Yalda, mentre in Cina Dongzhi.

Cos’hanno in comune tutte queste festività? Sono tutte legate alla rinascita e alla luce. Questo perché il solstizio d’inverno è il giorno più corto dell’anno: nonostante possa sembrare triste e opprimente avere così poche ore di luce, gli antichi sapevano che la cosa più importante era celebrare la speranza della rinascita del Sole, perché il giorno seguente sarebbe stato un po’ più lungo ed il sole sarebbe tornato a splendere sulle loro terre.

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